Oggi partiamo da Pietra Ligure e facciamo …quattro passi per “scoprire” la pianura di Albenga, la più grande della Liguria con una superficie di ben 45 km2.
In questo angolo della Riviera Ligure, in provincia di Savona, facciamo un’escursione senza vincoli di orari e rientri: abbiamo voglia di conoscere e visitare.
La pianura di Albenga è di origine alluvionale essendo formata dai sedimenti dei torrenti Arroscia, Neva e Pennavaira che hanno formato anche il fiume Centa che bagna ed attraversa Albenga. Nel 1924 le zone acquitrinose sono state bonificate ed ora la piana è compresa tra i comuni di Albenga, Ceriale, Cisano sul Neva, Ortovero, Villanova d’Albenga, Garlenda.
E’ una zona molto ricca di aziende agricole, vinicole, ortofrutticole, di erbe e piante aromatiche e di tantissimi floricultori con serre immense e tecnologicamente all’avanguardia.
Ci perdiamo tra campi, contadini al lavoro, trattori in movimento, coltivazioni di rosmarino, basilico, salvia ed erbe di Liguria, e a seconda della stagione, tra vasi di margherite e rose, gerani, ciclamini e crisantemi, stelle di natale dai colori incredibili, piante di limoni, coltivazioni vinicole e di radicchio, zucca, pomodori, ulivi, carciofi ed asparagi.
La pianura di Albenga infatti è famosa anche per l’asparago violetto: una varietà di Asparagus officinalis (pianta erbacea perenne di cui si hanno tracce dall’antica Mesopotamia) dal caratteristico colore violaceo e tipico di qui. Negli anni ’90 l’asparago di Albenga è stato servito anche alla Regina Elisabetta d’Inghilterra.
La raccolta avviene tra marzo e giugno ma se coltivato in serra, può iniziare già da dicembre ed arrivare ad aprile.
Le aziende di fiori colpiscono i nostri sensi immediatamente. In qualsiasi stagione il tripudio di colori è incredibile: le piante da acquistare in vaso sono tante. Lo sguardo si inebria di bellezza e il nostro olfatto percepisce profumi antichi. Molte piante sono esportate anche all’estero e tanti sono i grossisti di altre regioni che acquistano intere partite di fiori in vaso.
La terra qui è grassa, sana, deve essere lavorata, dissodata, seminata, irrigata e soprattutto amata. La fatica è tanta, le schiene piegate dei contadini sono ovunque, le loro mani sanno di fatica, passione, perseveranza, pazienza.
Il sole è caldo, il clima d’inverno è clemente e il lavoro non ha sosta: è la natura a dettare i ritmi e il calendario delle vacanze.
Noi ci stiamo perdendo tra le antiche e strette viuzze che costeggiano la Via Aurelia e il mare. Stranamente non abbiamo una meta prefissata: siamo in vacanza ed è piacevole chiacchierare con i contadini orgogliosi di mostrarci le serre e i sacrifici di tanti anni.
Qui si dice che le piante e i fiori si sveglino con il sole e respirino sempre l’aria di mare, che è laggiù oltre quel campo immenso di ciclamini.
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