Pop art e grafica in mostra: Humans

Le mostre d’arte continuano spedite e fino al 2 agosto abbiamo il piacere di ospitare Narciso, ovvero Christian Di Fraia con una personale particolarissima e coloratissima: “Humans”. Ecco alcune note biografiche dell’artista, un artista a tutto tondo. Christian Di Fraia in arte Narciso nasce il 22/03/1978 a Pozzuoli (Na) una piccola città che si affaccia in modo imponente sul mare. Cresce in un contesto sociale difficile, che lo porta ad isolarsi. Fin dall’infanzia esprime la sua personalità attraverso il disegno, manifestando spiccate attitudine per l’arte. Studia presso il Liceo Artistico Statale di Pozzuoli ed è qui che inizia ad alimentare la sua passione per la storia dell’arte. Questo excursus lo porta ad innamorarsi visceralmente di due grandi Maestri contemporanei: Salvador Dalì e Andy Warhol e da questi viene influenzato artisticamente. Durante il suo percorso scolastico ha creato opere che ha lasciato in donazione all’Istituto dove si è diplomato con il massimo dei voti. La sua vita viene segnata profondamente da un lutto e per circa dieci anni interrompe ogni rapporto con il modo dell’arte. Si definisce un artista borderline, la sua arte è provocatoria, i suoi soggetti hanno il più delle volte riferimenti espliciti che danno allo spettatore la possibilità di poter captare il punto di vista di Narciso ( nome d’arte di Christian),che altro non è che realtà Iperrealista. Artista poliedrico cerca di fondere nelle sue opere ,Surrealismo e Pop-Art, astrattismo e scultura; spaziando dal disegno grafico, alla pittura, alla scultura inserisce i suoi soggetti in contesti psichedelici e metafisici, quasi a dir poco onirici. Attualmente sta sperimentando varie tecniche miste con l’uso di inchiostri e penne gel a base acrilica e/o con calce e gesso per dei dipinti scultura. Periodicamente partecipa esponendo le proprie opere a mostre personali, collettive e premi d’arte. Silvia Bottaro, noto critico d’arte dice di lui: “Ha indubbia capacità di disegno grafico e sperimenta tecniche diverse che oltrepassano i confini del già visto, seppure in un orizzonte con contaminazioni iperrealiste, pop, surrealiste, financo optical, coniugate con una indubbia sincerità espressiva. La sua dimensione eclettica porta alla superficie un grande bagaglio di conoscenze, curiosità, approfondimenti su uomini illustri del passato e del presente, opere d’arte particolarmente famose e note all’immaginario collettivo, simboli, riti, teorie filosofiche: depositi del suo arricchimento dove, anche l’errore è fonte d’indagine dell’azione dell’uomo nella storia, nella contemporaneità. Sembra che “i diversi” aspetti delle culture lo affascinano molto nella sua ricerca di un dialogo/confronto con sé e con gli altri: un gran teatro degli incontri che solo l’arte può creare e realizzare. Opere perfino metafisiche che generano un flusso di emozioni, di rimandi, di “conversazioni” che rendono possibili convivenze, per certi aspetti, direi inaspettate, fino ad essere provocatorie. Ogni tela, ogni scultura può essere “letta” come una scena aperta, dove ogni elemento può essere credibile, oppure inaccettabile”.  
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